Cinema e occhiali un binomio vincente

Leggo con curiosità l’articolo allegato

A volte il caso (o meglio la qualità e le suggestioni estetiche di un prodotto) è più efficace del marketing. Così può ancora succedere che un piccolo del Made in Italy venga scoperto e lanciato dal cinema. Ha avuto un sussulto Luca Gnecchi Rusconi scoprendo che i suoi occhiali «L.g.r.» erano finiti sulla locandina del film del momento , «I due volti dell’inverno» , (tratto dall’ omonimo romanzo di Patricia Highsmith), diretto dal regista e sceneggiatore Hossein Amini con un trio di attori di primo piano come Viggo Mortensen, Kristen Dunst e Oscar Isaac.

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L.G.R. Occhiali

Ecco, non so per quale misteroso motivo ma gli occhiali trovano un posto di eccellenza nel mondo comunicativo del cinema.

Pertendo dalla bellissima mossa di marketing di LGR, che con coraggio e simpatica sfrontatezza si inserisce in questo mercato con un prodotto con tutta l’eleganza e mistero di un tempo che non c’è più .

Ma pensiamo a “Top Gun” senza gli occhiali da aviatore

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I Blues Brothers senza i loro occhiali neri…

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O James Bond in incognito dietro le sue lenti scure…

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Ecco ,marketing ed arte si uniscono nel definire e completare personaggi entrati nel nostro immaginario, motivo per cui, avere la capacità di entrare nella costruzione di un carattere diviene un opportunità incredibile per le aziende moda.

La pubblicità è l’anima del commercio… vero, ma se la unisci all’arte diventa qualcosa di più

CEO Luxottica… che sia la volta buona?

Da Panbianco News:

Luxottica ha finalmente trovato un co-CEO Mercati. Si tratta di Adil Mehboob-Khanex Procter & Gamble che andrà a sostituirel’uscente Enrico Cavatorta e ad affiancarsi all’altro CEO Massimo Vian. Il consiglio di amministrazione della società di Agordo  ha anche  nominato il consigliere indipendente Marco Mangiagalli quale membro del comitato Risorse umane in sostituzione del dimissionario Roger Abravanel.

La definitiva attribuzione delle remunerazioni sarà formalizzata non appena entrambi i co-CEO saranno operativi. Il presidenteLeonardo Del Vecchio ha proposto di presentare Adil Mehboob-Khan al Consiglio nel corso della prossima seduta prevista in data 29 ottobre per la sua cooptazione come consigliere non esecutivo. Il presidente ha inoltre proposto che, nella medesima seduta, “Massimo Vian sia cooptato come CEO, affidandogli ad interim tutte le deleghe esecutive fino all’ingresso effettivo di Adil Mehboob-Khan”, che avverrà nei primi giorni di gennaio 2015.

Mehboob-Khan, 50 anni, è di origini pakistane, è nato a Londra e vive in Svizzera. Dall’inizio della carriera ha lavorato in Procter & Gamble, ma ha avuto una lontana esperienza professionale in Italia, dal 1987 al 1993, che gli permette di avere una discreta conoscenza della lingua, uno dei requisiti che comunque Luxottica cercava. “Adil Khan – spiega una nota di Luxottica – è capace di coniugare la visione strategica con l’operatività e si distingue per le sue spiccate doti di leadership. Crede nell’efficacia di organizzazioni poco gerarchiche e veloci, dove vengono premiate le capacità di iniziativa e di orientamento al risultato”.

Ieri, intanto, Piazza Affari ha mostrato di gradire la nomina del nuovo co-CEO, annunciata in serata al termine di un cda durato meno di due ore. Il titolo Luxottica, fortemente penalizzato nelle scorse settimane, ha chiuso in rialzo del 2,47% a 38,13 euro. E questa mattina ha aperto le contrattazioni in salita dell’1 per cento.

Amazon, i pacchi si ritirano in edicola

sembra la scoperta dell’acqua calda ma in Italia sarebbe la soluzione!

MozBlog

Amazon lancia in Inghilterra un nuovo servizio di consegna rapida in giornata che permette di ritirare il pacco direttamente anche nell’edicola sotto casa

Source: www.webnews.it

See on Scoop.itThe good & the bad of Social Networks

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Il futuro della manifattura, la manifatture del futuro

XXVI riunione scientifica annuale AiIG 2014

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Vedo per la prima volta il MAST , scenario esaltante.

Piccole fabbriche, flessibili, con robot con capacità di interagire con l’ambiente e tante stampanti 3 d per fare di tutto azzerando i lead time…

Fatte la parte tecnologica si dovrà capire l’impatto socio economico

Seguirà approfondimento

“Dal 2011 l’Italia non cresce più” La crisi è finita! siamo semplicemente più poveri…

L’Istituto di statistica ha rivisto al ribasso la variazione acquisita per il 2014 dal -0,2% di fine agosto al -0,3%. Con i nuovi parametri europei viene cancellata anche la crescita dello 0,1% registrato nell’ultimo trimestre del 2013. Il deficit peggiora al 3,8% nel primo semestre,

Crisi

Con il termine crisi , intendiamo qualcosa di transitorio, qualcosa che passa

Ma come possiamo definire crisi un momento economico, che fatto ,salvo il 2011 è in costante calo dal 2006 ?

Come possiamo chiamarla?

Stagnazione, deflazione? O molto più semplicemente ricollocazione verso il basso?

Come sistema siamo diventati più poveri, come dopo le due guerre,

Come dopo le due guerre dobbiamo ripartire .

Come dopo le due guerre serve, fame, grinta e chiarezza di idee da parte di tutti.

Le battaglie di posizione di questi anni sono servite solo a prolungare in molti l’illusione di svegliarsi al mattino e trovare tutto risolto.

Non è così

Dobbiamo fare sistema, diventare meritocratici e ricreare un sistema che abbia un univocità di interesse intorno al bene comune.

Solo quando saremo consci di essere fuori dalle prime 10 economie mondiali e che dobbiamo fare a sportellate con Korea per non farci raggiungere dal Vietnam, solo allora torneremo a crescere

http://www.repubblica.it/economia/2014/10/15/news/pil_con_le_nuove_regole_la_variazione_del_primo_trimestre_nulla-98147155/?ref=HRER3-1

Le successioni in azienda, un dovere sociale

Leggiamo in queste ore del conflitto in seno a Luxottica, di fatto una vera e propria guerra di potere per la successione del Patron Leonardo Del Vecchio che ha un impero da dividere tra 6 figli ed una moglie…

L’imprenditoria italiana di successo è caratterizzati da grandi persone in grado di portare le loro idee e volontà ai messimi livelli mondiali.

Tuttavia queste persone geniali , generalmente formidabili su
prodotto , mercato e finanza annaspano su 2 punti,
managerialità e gestione della seconda generazione

Managerialità
Esiste un momento ,nella crescita di un azienda di successo, in cui le dimensioni della stessa iniziano a scappar di mano al l’imprenditore o ai pochi soci fondatori, nella mia esperienza 2 eventi segnano il raggiungimento di questo punto, uno dimensionale , vale a dire l’azienda esporta più del 50% del prodotto ed esce dalla dimensione di un unico luogo dove avviene tutto , uno di fatturato che nella mia esperienza corrisponde a superare la soglia psicologica ed economica dei 50 Mln di euro
Giunti a questo punto serve struttura, un commerciale , logistico produttiva e amministrativa.
Ma… A chi affidare ciò ?
Delega
Fiducia
Controllo
Questi i punti base e se l’imprenditore è illuminato sa tanto delegare quanto controllare , si chiama cultura aziendale

Accentramento
Diffidenza
Sorveglianza
Questi i comportamenti che si incontrano negli imprenditori non illuminati, dividi ut impera, delazione e soggettività caratterizzano questo stile gestionale.

A questo punto entra in ballo la generazione successiva

L’imprenditore illuminato, giustamente arricchitosi ha dato benessere e rendita alle prossime 100 generazione per cui ha davanti 2 vie

Capire se i figli hanno talento , capacità e voglia di proseguire quanto avviato e consequenzialmente si deve preparare loro un percorso scolastico e esperienzale tale da renderli pronti ad entrare in azienda al momento opportuno ( senza fretta, ma dopo aver visto e capito come funzionano le eccellenze nel mondo)

Se i figli non hanno la stoffa per perseguire .allora va data continuità manageriale all azienda con un board di controllo ma con deleghe ampie al management evitando ingerenze sul quotidiano ma riservando alla proprietà l’indicazione delle linee guida

L’imprenditore non illuminato
Dona ai figli il benessere che non ha goduto, li inserisce in un bozzolo fatto delle sicurezze del suo stile di vita e management, la scuola sì, ma non troppo, in giro per il Mondo si ma per vacanza…
Insegna la diffidenza verso quelle sanguisughe dei dirigenti ed ad avere persone fidate che facciano la spia…

Su quali possano essere i destini di queste 2 tipologie di azienda lascia a voi…

apro un ultimo punto

Successione come dovere sociale

Se un azienda cresce ed ha successo è merito di chi l’ha creata in primo luogo e di chi vi lavora in seconda battuta

Nel momento in cui si ha a che fare con realtà che coinvolgono centinaia o migliaia di persone sorge a mio avviso il dovere della continuità nel tempo e per questo reputo che le problematiche di managerialità e seconda generazione debbano tenere conto di un dovere morale nel dare continuità a quella entità socio economica chiamata azienda

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Luxottica, inizio della fine?

Il titolo Luxottica ha iniziato la settimana con una sospensione in Borsa dopo un avvio in calo del 10% rispetto alla chiusura di venerdì, sulla scia delle dimissioni del CEO Enrico Cavatorta, nominato meno di un mese fa dopo l’uscita del precedente AD Andrea Guerra. Tra l’altro, proprio la scorsa settimana, Cavatorta aveva venduto fuori mercato 550mila azioni di Luxottica alla Delfin, la holding che fa capo all’imprenditore Leonardo Del Vecchio.

Il presidente del gruppo Leonardo Del Vecchio, come riporta un comunicato di Luxottica, ha proposto al cda di cooptare Massimo Vian, attualmente COO, con il ruolo di co-CEO affidandogli le deleghe per l’area operations e prodotto e, ad interim, le deleghe per le funzioni corporate e mercati.
Il comunicato, diffuso domenica sera, conferma inoltre la scelta di una struttura di governance basata su due CEO. Mentre Vian prenderà il posto di Cavatorta, procede il processo di selezione del co-CEO Mercati “sulla base di una lista di candidati di elevato profilo”.

Gli analisti di Citigroup hanno reagito alla notizia annunciando di avere tagliato la raccomandazione a neutral da buy, con target price ridotto a 38,5 euro da 47 euro.

Il titolo in mattinata è stato poi riammesso alle negoziazioni, registrando ribassi tra il 6 e l’8 per cento.

Un colosso come Luxottica sta soffrendo apparentemente il cambio di CEO a seguito dell’uscita di Andrea Guerra , in realtà, leggendo analisi e commenti sulla stampa, detro le quinte si legge la lotta per la successione tra Moglie ed i 6 figli di Leonardo Del Vecchio.

A prescindere da facili dietrologie, la considerazione che mi sorge spontanea è la seguente, com’è possibile che l’imprenditoria italiana, fatta di brillanti idee ed imprenditori coraggiosi corra sempre il rischio di naufragare al momento del cambio di generazione?

Reputo che formare e definire una seconda generazione sia veramente difficile, indecisi tra il voler dare ai propri figli gli agi non goduti e la volontà di dare continuità.

Ad oggi i fatti ci dicono una cosa, al crescere delle imprese, non corrisponde di pari passo una crescita culturale e men che meno una real capacità di delega e valutazione oggettiva del management.

In Germania i titolari dei grandi gruppi, tutti di terza o quarta generazione, siedono nei loro board ma lasciano l’operatività a manager formidabili perchè godono di piena fiducia, al punto che la parola che indica Amministratore delegato in tedesco , Vorstand, indica colui che siede di fronte al Board.

In Italia abbiamo il caso , nel senso , di situazione dovuta al caso, di Sergio Marchionne, manager di forza e visione rara, che è entrato nel mondo Fiat in un momento di tale disperazione, da parte della proprietà, tale da ricevere un mandato di rara autonomia in Italia.

A tal fine sarei curioso di sapere stasera, alla fine della quotazione a Wall Street di FCA, di quanta azienda sia divenuto nel frattempo titolare…

Bene, le aziende padronali italiane cercano tutte il cavaliere bianco alla Marchionne, peccato però siano veramente poche a dargli l’autonomia e fiducia necessaria…

Spero Luxottica trovi rapidamente un nuovo equilibrio, visto che l’azione di Kering di produrre in proprio occhiali potrebbe diventare non isolata se il principale produttore e distributore al mondo si infilasse nel delirio di una guerra di successione….

http://www.pambianconews.com/2014/10/13/cavatorta-si-dimette-luxottica-gelata-in-borsa-154324/

Franco Gabrielli ” è come andare al fronte con una scatola di aspirine “

Di Seguito uno stralcio dell’intervista rilasciata dal Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, dal 1985 al 2000 ho fatto il volontario di Pubblica Assistenza e sono stato volontario della Protezione Civile, mai avrei pensato di leggere una cosa del genere, non solo incuria ma la totale perdita dei valori di Stato, Senso Civico , Bene Comune.

Giusto la settimana scorsa mi sono re iscritto alla mia vecchia associazione di Pubblica Assistenza a Bologna, da 300 volontari che eravamo siamo 30!

Tanto da fare, ma CE LA FAREMO!

“Lo Stato è impotente. Nelle condizioni attuali, come s’è visto giovedì a Genova, non è in grado di tutelare le vite dei cittadini. E la Protezione civile è senza mezzi, è come se mi avessero mandato sul fronte con una scatola di aspirine per una guerra non voluta da me”. Il capo della Protezione civile è in auto in viaggio da Brescia a Milano quando risponde alle domande diRepubblica, sotto (manco a farlo apposta) un violento acquazzone. “Qui piove come dio la manda”, sbotta.

Franco Gabrielli, di chi è la colpa dei morti e dei danni provocati dai disastri ambientali?
“Una previsione meteo è stata sbagliata, ma da qui a crocifiggere chi ha sbagliato ne corre. La colpa di Genova, e di tutte le calamità che stanno accadendo, è del grande deficit culturale del nostro Paese sul tema della protezione civile”.

Può fare qualche esempio, magari riferito al mondo dei politici?
“Nel 2013 il governo s’è dimenticato di finanziare il Fen, il Fondo per l’emergenza nazionale. Lo ha fatto poi nel 2014 stanziando 70 milioni di euro.

Sono tanti o pochi?
“Lo sa a quanto ammontano i danni accertati per 14 delle 21 emergenze nazionali dichiarate negli ultimi tre anni?”

Lo dica lei.
“Due miliardi e 300 milioni, un miliardo e 900 i danni pubblici, gli altri subiti dai privati”.

È per questo che dice che lo Stato è impotente, non in grado di tutelare le vite dei cittadini in caso di disastri provocati dal maltempo?
“Io pongo il problema che in questo Paese, a distanza di 30 mesi da quando sono stati stanziati i fondi, si stia ancora dietro alla carta bollata, quando giovedì un uomo è morto e una città è andata sotto. I 35 milioni per il torrente Bisagno, non spesi per una girandola di ricorsi dopo l’assegnazione della gara, è uno scandalo della burocrazia pubblica. In questo caso, legato ai lunghi tempi della giustizia amministrativa”.

http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/10/12/news/gabrielli_accusa_come_una_guerra_e_questo_stato_impotente_non_sa_difenderci-97902619/?ref=HREA-1

Ma dove finiremo?

Treno… buon momento per scrivere

oggi si va al convegno AILM a parlare di Lean, Uomo le opportunità che ci può dare il Reshoring.
Un momento di confronto di energie sane nel portare avanti la nostra battaglia quotidiana, fatta di professionalità e dignità nel mandare avanti il grande malato chiamato Sistema Italia

Che dire,

Da un lato
l’incapacità del sistema Italia di fare azioni reali, ero bambino che si parlava di riforme, alla fine se ne sono fatte così tante che non se ne è fatta nessuna.
La miopia di chi negli ultimi 20 anni ha vissuto da cicala rinviando il problema alle generazioni future
La cecità di chi dice che va tutto bene, negando l’evidenza del fatto che il non fare sistema ed il “piccolo è bello” sono stati superati

Dall’altro lato ( meno male..)
Gente meravigliosa.
Ieri sera sono tornato nella mia vecchia pubblica assistenza ( ho fatto il volontario dal 1985 al 2000 poi gli impegni e gli spostamenti mi hanno portato lontano) ho rivisto facce vecchie ed incontrato facce nuove, da 200 siamo rimasti 30 , copriamo con le nostre ambulanze le sere ed i week end a supporto della struttura pubblica nata 30 anni fa proprio come sviluppo del volontariato.
La qualità del servizio è molto alta, ma si è perso lo spirito del volontariato quello spirito del fare e del dare che fece della strage del 2 agosto, alla stazione di Bologna, un momento di civiltà in cui una città intera si mise a disposizione dei soccorritori e di quel triste autobus numero 37 dove furono raccolte le salme estratte dalle macerie.
Adesso proveremo a capire se il buono che animava la gente 20 anni fa è solo da riscoprire o no, ma credo sia solo da risvegliare, usando i nuovi strumenti social per trovare nuova linfa.

C’è del buono in Italia e tanto

Ma perchè allora non si esce dalla crisi?

Il grande Botto
Sento le teorie del grande botto, di uscire dall’Euro, no anzi restiamo… ma una cosa continuo a vedere bene,una nazione divisa tra chi non ha capito o non vuol capire il momento ( numericamente forse una maggioranza) ed una parte che sta vivendo il momento ( circa il 20-25% della popolazione tra disoccupati e cassintegrati , che in altre nazioni sarebbero conteggiati come disoccupati)

il sentimento d’urgenza
Manca quella cosa che ha compattato l’Italia dopo il 1945 , che ci ha portato tutti verso un unica direzione , la chiara coscienza di essere in unmomento tremendo che può essere affrontato e superato solo da un azione corale.

Che fare…
portare 46 contratti a 3 ( tempo indeterminato, tempo determinato e part time)
detassazione totale per almeno 5 anni dei nuovi investimenti che portino assunzoni
sportelli unici burocratici valutati per l’efficacia dei risultati
dirigenti pubblici assoggettati a contratti privati dell’industria e servizi ,ben pagati ma valutati e licenziabili con gli stessi criteri del privato.
forte investimento su reti informatiche in città ed aree industriali ( la velocità attuale media è di 4,3 mb/sec contro media di 8 mb/sec)
Lotta reale all’evasione fiscale

Sono slogan…
sicuramente, usati da tanti, tantissimi, ma mai messi in pratica e che solo un comune senso d’urgenza e la volontà di non lasciare ai nostri figli la terra bruciata che hanno lasciato a noi i nostri genitori, può portare al giusto fine

IL BENE COMUNE