I distretti per superare la crisi!

I distretti possono essere un modo per diventare globali e superare la crisi?

l’incapacità degli italiani e dell’imprenditoria italiana di fare ed essere sistema è proverbiale, le reti di impresa , non solo a causa della loro farraginosità burocratica non riescono a decollare perchè nell’anima siamo sempre l’Italia dei campanile ( MALE)

Una modalità che sposa campanile e sistema potrebbe essere il distretto, sia formale che di fatto (BENE)

Ho lavorato in almeno 4 distretti strutturati 

  • San Mauro Pascoli per la calzatura
  • Santa Croce per le concerie
  • Valenza Po per i gioielli
  • Brenta per le calzature

Vere eccellenze

Pur con tutti i limiti del caso , tutti realtà con qualcosa in comune che va oltre al fatto di fare lo stesso prodotto nella stessa area geografia

A mio avviso il distretto riesce a superare il limite del “piccolo era bello” mantenendo le peculiarità del singolo e può portarci ad avere delle dimensioni tali da dire “distretto è bello”

Il distretto sino ad oggi ha avuto più una logica di generazioni di servizi sul territorio quali la formazione, ma cosa avverrebbe se diventassero punti di coinvolgimento e soprattutto di supporto commerciale ?

Parlo di Reshoring, tanto, ma non dimentico l’internazionalizzazione

Deve cambiare il modello, faccio in casa quello che non mi conviene più fare all’estero, lo faccio gestionalmente meglio ed investo in ricerca e sviluppo per essere sempre più eccellente.

Vado all’estero per conquistare l’estero e non per regalare tecnologia questo è essere globale!

Il distretto mi aiuta supportandomi con le giuste competenza in termini gestionali, commerciali e burocratici.

Potrebbe essere una chiave per arrivare a rivedere la luce?

Allego la presentazione di Domenico Mauriello del centro studi di Unioncamere, un analisi approfondita ed illuminante su come fare sistema possa dare impatti importanti in termini di competitività dellle PMI, pur restando ampi campi di miglioramento ( vedi e-commerce)

presentazione_domenico_mauriello

Parliamone!

Italia ultima , ma perchè?

Leggiamo il seguente articolo di Repubblica

http://www.repubblica.it/economia/2014/09/14/news/lavoro_italia_ultima_nell_unione_europea_per_efficienza-95745554/?ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Non voglio avviare il solito peana su costi, tasse, burocrazia ecc ecc, farò un semlice esempio di vita reale.

Dal 2011 al 2012 ho lavorato a Berlino con un contratto tedesco:

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  • non esiste il contratto da dirigente , l’unica differenza a seconda dei ruoli è la retribuzione
  • Non serve sanità complementare, si sceglie il tipo di assicurazione sanitaria privata al momento dell’assunzione
  • Le tutele variano con il passare del tempo ,aumentando il periodo di preavviso, che di fatto corrisponde ad eventuale buonuscita in caso di licenziamento
  • i contratti di fatto sono 3 , tempo indeterminato, tempo determinato e part time ( questo rientra nei mini job) in Italia le tiologie di contratto sono 46…
  • non esiste tredicesima ( eventualmente gratifica natalizia )
  • non esiste TFR
  • La busta paga è composta di 4 voci , chiare ed oggettive e non c’è necessità di ricorrere a terzi per compilare un vero e proprio puzzle come le nostre buste paga
  • Si può essere licenziati in qualsiasi momento salvo per motivi discriminatori,
  • l’uso dei contratti part time , anche 2 o 3 in contemporanea , è diffuso
  • Si va in pansione a 65 anni con un opzione a 67

Sommato a questo , per fare le pratiche di domiciliazione , preso appuntamento con l’ufficio anagrafe via web e presentato contratto di lavoro e contratto affitto casa , sono stati necessari meno di 10 minuti , coda compresa, lo stesso per il codice fiscale, recandosi all’agenzia delle entrate di quartiere senza appuntamento.

Nessuno è perfetto, e far fare la figura dei fenomeni ad una nazione ricca ed efficiente ci vuole poco , ma rammento che nel 1989 la Germania, a causa della riunificazione si prese carico di un costo economico e sociale enorme.

Leggiamo l’articolo e leggiamo il mio post

Ci sono tante cose da fare, tutte fattibili, basta volerlo e non temere di perdere consensi, saranno i nostri figli a guadagnare da tutto ciò

Grazie