Italia-Germania storia di un odio-amore

Conosco la Germania da quando avevo 16 anni, ero a Dinkesbuhl per il quart’anno di Liceo, il muro era ben solido ed i programmi televisivi iniziavano sempre con il saluto ai fratelli dell’Est.

Negli anni ho lavorato con i tedeschi sia come dipendente, come fornitore ,come cliente, ma soprattutto ad un certo punto sono pure andato a viverci, in quella meravigliosa anomalia che e’ la Berlino di oggi, diventando per un anno un Berliner.

In tutti questi anni ho avuto modo di sviluppare un mio pensiero sul mondo tedesco,che sintetizzo cosi’:

Sono dannatamente pragmatici

processi e flussi come li gestiscono loro forse solo i giapponesi lo sanno far meglio ( non a caso 2 popoli molto simili nell’ordine e rigore).

Sono veramente bravi in una cosa, il dimensionamento delle risorse, mentre gli italiani ne mettono sempre 2 in meno del necessario, fanno una fatica enorme per risparmiane niente, ed i francesi 2 piu’ del necessario, i tedeschi mettono il numero esatto di quanta gente serve per un attività, di qualunque tipo sia.

Grazie a questo negli anni 90 hanno ridisegnato la pubblica Amministrazione, rendendola efficace come  pochi, hanno fatto sistema in Cina come nessuno, hanno creato colossi industriali secondi a nessuno, cosi’ quando c’e’ un progetto da fare si rispettano i tempi,

tranne poi incappare nel buco nero dell’Aeroporto di Berlino (http://it.wikipedia.org/wiki/Aeroporto_di_Berlino-Brandeburgo ), l’eccezione che conferma la regola.

Verso gli italiani, come ho gia’ detto altre volta hanno un sentimento misto:

  • Ci disprezzano, facile facciamo di tutto per alimentare questa considerazione
  • Ci reputano inaffidabili, facile anche questo, la precisione non e’ nostra
  • Non perdono tempo a capire se le prime due affermazioni valgano per tutti

Eppure da un altro lato, appena ci conoscono meglio sorgono anche i seguenti sentimenti:

  • Invidiano la nostra qualita’ di vita basata su:
    • 4.000 anni di storia in cui si sono fatte cose meravigliose, non ultimamente.
    • Il clima il cibo ed il gusto del bello
  •  Sappiamo gestire le emergenze meglio di loro
  • Non siamo tutti uguali
  • Sappiamo fare il nostro mestiere bene in tante realta’, purtroppo non in tutte
  • Sappiamo aggiungere creativita’ positiva a tutto, quando vogliamo
  • Il fatto che li battiamo regolarmente a calcio.

Si’ ho detto banalita’, lo so , ma e’ vero, verificato di persona.

Ma soprattuto, quando si giunge alla reciproca, reale conoscenza a questo punto inizia l’elemento meraviglioso, 

Il reciproco rispetto

E li’ si inizia a fare cose veramente belle

Quando Audi acquisto’ Lamborghini, ed io c’ero, fece innanzitutto un operazione di allineamento culturale avendo l’intelligenza di capire che poteva unire il meglio delle due culture e questo ha determinato il successo dell’operazione.

In altre situazioni non ho visto lo stesso approccio culturale e questo ha solo generato reciproche diffidenze e chiusure il “NOI” e “VOI”.

Vedo oggi aziende italiane acquistare aziende tedesche, una cosa bellissima sotto ogni punto di vista, ma sento il dovere di dire che le relazioni tra Italia e Germania non possono non passare da un approccio culturale, che vada oltre al mero business, per creare realta’ con potenziali enormi.

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