Big Bang in eye wear 2, the revenge…

The last time we broke with the amazement the termination by Gucci (www.gucci.com) part of the group Kering (www.kering.com) of the license agreement for the production and sale of spectacles to switch to produce them for their own.

As expected we begin to see the first reactions.

The manufacturers have been displaced and the reactions are of the type “Yes, Yes, so we will have to go anyway, no one invents manufacturers from day to day ..”

True, but up to a certain point, in fact if I were to create a company that makes glasses today, with the budget of a giant like Kering would think to bring home only the best heads of the following areas:

Product development and modeling
purchasing
planning

Within Kering we have:

style
Customer Service and Aftersales
Inbound and outbound logistics
distribution network (in this part, however, because they also serve the specialist shops)
throughout the AFC (Administration, Finance and Control)

This means having big potential synergies 

Well, as far as production is concerned, in reality there is still a supply chain (especially in the Belluno) area of small and medium companies are able to give support on all components, if not all of the product, we think of specialists such as Fedon, leader of the boxes (http://fabbricanti.fedongroup.com/)

Morale, in a scenario that could be construed as fiction, in an industry that moves almost 10 billion euros of turnover (so worth the eyewear business) you might find that the major fashion brands can “get around” the big producers.

It ‘s just a hypothesis, but just because the hypothesis does not rule it in advance.

Clearly, a battleship as Luxottica (www.luxottica.com) can rely on a dominant position in which the domain of the distribution in the world and 3 specific brands of eyewear in the world of its properties such as Ray Ban, Persol and Oakley.

But even if more than Kering LVMH (www.lvmh.com) and Richemont (www.richemont.com) changed their minds?

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Big Bang in eye wear 2 the revenge…

La volta scorsa ci siamo lasciati con lo stupore per la disdetta di Gucci ( http://www.gucci.com ) parte del gruppo Kering  ( http://www.kering.com) del contratto di licenza per la produzione e vendita degli occhiali per passare aprodurli per conto proprio.

Come previsto iniziamo a vedere le prime reazioni.

Le aziende produttrici sono rimaste spiazzate e le reazioni sono del tipo “Sì, Sì tanto dovranno passare comunque da noi, non ci si inventa produttori da un giorno all’altro..”

Vero ma sino ad un certo punto, infatti se dovessi costiuire una società produttrice di occhiali oggi, con il budget di un colosso come Kering penserei a portare a casa le migliori teste delle seguenti aree:

  • Sviluppo prodotto e modelleria
  • Acquisti
  • Pianificazione

All’interno di Kering abbiamo già:

  • Stile
  • Customer service ed After sales
  • Logistica inbound ed outbound
  • rete distributiva ( questa in parte perchè comunque servono anche i negozi specialisti)
  • tutta la parte AFC ( Amminiastazione, Finanza e Controllo)

Questo significa avere delle potenziali sinergie non da poco

Bene, per quanto concerne la produzione, in realtà esiste ancora una filiera ( specialmente nel Bellunese) di aziende medio piccole in grado di dare supporto su tutti i componenti ,se non su tutto il prodotto, pensiamo a specialisti quali Fedon, leader degli astucci (http://fabbricanti.fedongroup.com/)

fedon

Morale, in uno scenario che potrebbe essere inteso come fantascientifico in un settore che muove quasi 10 mld di Euro di fatturato ( tanto vale il business degli occhiali ) ci si potrebbe ritrovare che i grandi brand della moda possano “aggirare” i grandi produttori.

E’ solo un ipotesi, ma proprio perchè ipotesi non la scarterei a priori.

Chiaramente ,una corazzata come Luxottica ( www.luxottica.com ) può contare su una posizione dominante in cui ha il dominio della distribuzione nel mondo e 3 brand specifici del mondo dell’occhiale di sua proprietà quali Ray Ban, Persol ed Oakley .

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Ma se oltre Kering anche LVMH ( http://www.lvmh.com) e Richemont ( http://www.richemont.com) cambiassero idea?

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